{"id":314,"date":"2025-04-11T14:55:50","date_gmt":"2025-04-11T14:55:50","guid":{"rendered":"https:\/\/diamantegrezzo.org\/?p=314"},"modified":"2025-04-12T13:08:21","modified_gmt":"2025-04-12T13:08:21","slug":"larroganza-del-dollaro-e-le-sfide-geopolitiche-la-grande-rapina-e-i-nuovi-equilibri-mondiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diamantegrezzo.org\/fr\/larroganza-del-dollaro-e-le-sfide-geopolitiche-la-grande-rapina-e-i-nuovi-equilibri-mondiali\/","title":{"rendered":"Arrogance du dollar et d\u00e9fis g\u00e9opolitiques : le \"grand hold-up\" et les nouveaux \u00e9quilibres mondiaux"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<h3 data-start=\"102\" data-end=\"1221\">Introduction<\/h3>\n<p class=\"\" style=\"padding-left: 80px;\" data-start=\"102\" data-end=\"1221\"><em>Da decenni, il dollaro statunitense domina i commerci e la finanza globali. Questo primato, per\u00f2, non \u00e8 solo economico: \u00e8 sostenuto dal potere politico-militare degli Stati Uniti e da una serie di accordi e pressioni internazionali che hanno di fatto \u201ccostretto\u201d il resto del mondo ad accettare la moneta americana come principale strumento di pagamento. Nel tempo, alcuni lo hanno definito una vera e propria \u201cgrande rapina\u201d, compiuta grazie alla capacit\u00e0 degli Stati Uniti di emettere dollari non pi\u00f9 garantiti dall\u2019oro, ma difesi dal loro status di superpotenza.<\/em><br data-start=\"684\" data-end=\"687\" \/><em>Negli ultimi anni, inoltre, il panorama geopolitico ha iniziato a mostrare crepe e opposizioni pi\u00f9 marcate: il conflitto in Ucraina, l\u2019allargamento della NATO verso est, l\u2019appoggio incondizionato a Israele e la crescente forza dei BRICS sono solo alcuni esempi di come la difesa dell\u2019egemonia del dollaro sia intrecciata a questioni politiche e militari. Questo articolo cerca di spiegare, con parole semplici ma contenuti solidi, che cosa \u00e8 successo, come siamo arrivati fin qui e quali rischi e scenari si prospettano per il futuro.<\/em><\/p>\n<h3 data-start=\"178\" data-end=\"233\">Citazioni<\/h3>\n<blockquote data-start=\"234\" data-end=\"558\">\n<p class=\"\" data-start=\"236\" data-end=\"558\"><strong data-start=\"236\" data-end=\"349\">&#8220;Permettetemi di emettere e controllare il denaro di una nazione, e non mi importer\u00e0 pi\u00f9 di chi fa le leggi.&#8221;<\/strong><br data-start=\"349\" data-end=\"352\" \/>\u2014 <em data-start=\"356\" data-end=\"382\">Mayer Amschel Rothschild, (c<\/em><em>itazione non precisa e non ufficiale, attribuita al fondatore della dinastia bancaria dei Rothschild)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote data-start=\"623\" data-end=\"816\">\n<p class=\"\" data-start=\"625\" data-end=\"816\"><strong data-start=\"625\" data-end=\"686\">&#8220;Il dollaro \u00e8 la nostra moneta, ma \u00e8 il vostro problema.&#8221;<\/strong><br data-start=\"686\" data-end=\"689\" \/>\u2014 <em data-start=\"693\" data-end=\"708\">John Connally<\/em>, Segretario al Tesoro USA (1971), rivolto agli alleati europei dopo l\u2019uscita dagli accordi di Bretton Woods<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote data-start=\"1300\" data-end=\"1476\">\n<p class=\"\" data-start=\"1302\" data-end=\"1476\"><strong data-start=\"1302\" data-end=\"1405\">&#8220;Il dominio del dollaro \u00e8 una forma di tassa occulta che il resto del mondo paga agli Stati Uniti.&#8221;<\/strong><br data-start=\"1405\" data-end=\"1408\" \/>\u2014 <em data-start=\"1412\" data-end=\"1438\">Val\u00e9ry Giscard d\u2019Estaing<\/em>, presidente della Francia (1974\u20131981)<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p data-start=\"1302\" data-end=\"1476\"><strong data-start=\"999\" data-end=\"1118\">I grandi imperi del passato si sono basati su due pilastri: la forza militare e una moneta riconosciuta da tutti.&#8221;<\/strong><br data-start=\"1118\" data-end=\"1121\" \/>\u2014 <em data-start=\"1125\" data-end=\"1140\">Jacques Rueff<\/em>, economista francese, consigliere di De Gaulle (uno dei pi\u00f9 grandi critici del sistema dei petrodollari)<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr class=\"\" data-start=\"1223\" data-end=\"1226\" \/>\n<h2>Dalle origini ai giorni nostri: come il dollaro ha conquistato il mondo<\/h2>\n<h3 class=\"\" data-start=\"1307\" data-end=\"1351\">L\u2019accordo di Bretton Woods (1944)<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"1352\" data-end=\"1748\">Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, le principali potenze vincitrici si riunirono a Bretton Woods, negli Stati Uniti, per stabilire un nuovo sistema valutario internazionale. Si decise che il dollaro sarebbe stato al centro di questo sistema, convertibile in oro a un tasso fisso di 35 dollari l\u2019oncia. Le riserve auree americane, molto consistenti, rendevano affidabile questa garanzia.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"1750\" data-end=\"1827\">L\u2019illusione della convertibilit\u00e0 e il \u201ctradimento\u201d di Nixon (1971)<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"1828\" data-end=\"2441\">Con gli anni, gli Stati Uniti stamparono pi\u00f9 dollari di quanti fossero giustificati dalle riserve auree, complici le spese militari (Guerra del Vietnam) e altre politiche economiche dispendiose. Quando alcuni Paesi (in particolare la Francia di De Gaulle) iniziarono a chiedere effettivamente la conversione in oro, gli Stati Uniti si trovarono in difficolt\u00e0. Nel 1971, il presidente Richard Nixon dichiar\u00f2 unilateralmente la fine della convertibilit\u00e0 dollaro-oro: <em data-start=\"2293\" data-end=\"2311\">il \u201cNixon Shock\u201d<\/em>. Da quel momento, il dollaro non ebbe pi\u00f9 una reale copertura aurea, ma continu\u00f2 a circolare come moneta di riferimento mondiale.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"2443\" data-end=\"2501\">Il \u201cpetrodollaro\u201d e la continuit\u00e0 dell\u2019egemonia<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"2502\" data-end=\"2994\">Perch\u00e9 il mondo ha accettato comunque il dollaro? Gli Stati Uniti, potenza militare ed economica dominante, strinsero accordi fondamentali con i Paesi produttori di petrolio (in particolare l\u2019Arabia Saudita) affinch\u00e9 il petrolio venisse venduto solo in dollari, gettando le basi del cosiddetto <em data-start=\"2796\" data-end=\"2810\">petrodollaro<\/em>. Inoltre, l\u2019Europa e molte altre regioni avevano (e hanno tuttora) forti legami commerciali e strategici con gli USA, rendendo conveniente \u2014 o inevitabile \u2014 l\u2019uso del biglietto verde.<\/p>\n<hr class=\"\" data-start=\"2996\" data-end=\"2999\" \/>\n<h2 class=\"\" data-start=\"3001\" data-end=\"3065\">La \u201cgrande rapina\u201d: perch\u00e9 si parla di imposizione forzata<\/h2>\n<h3 class=\"\" data-start=\"3067\" data-end=\"3116\">Un vantaggio unico per gli Stati Uniti<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"3117\" data-end=\"3554\">Quando una nazione pu\u00f2 stampare la moneta che tutto il mondo utilizza, gode di un privilegio immenso: pu\u00f2 finanziare il proprio debito e le proprie spese (anche militari) con pi\u00f9 facilit\u00e0. Molti economisti paragonano questa dinamica a una \u201crapina\u201d perch\u00e9 gli Stati Uniti comprano beni reali (petrolio, risorse minerarie, prodotti tecnologici) in cambio di pezzi di carta, cio\u00e8 i dollari che essi stessi emettono, senza pi\u00f9 la necessit\u00e0 di garantirli con l&#8217;oro o altre coperture di economia vera. Ci\u00f2 permetteva alla nazione americana di arricchirsi a dismisura senza garantire nulla.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"3556\" data-end=\"3601\">Le conseguenze per gli altri Paesi<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"3602\" data-end=\"4056\">Le nazioni che utilizzano o accettano i dollari sostengono di fatto l\u2019economia americana, oltre a permettere agli USA di continuare a indebitarsi a costi relativamente bassi. Se un Paese volesse liberarsi di questa \u201cgabbia\u201d, rischierebbe di subire ritorsioni economiche o geopolitiche (sanzioni, isolamento, ecc.) che gli Stati Uniti possono imporre grazie alla loro forza militare, gi\u00e0 utilizzata in numerose occasioni (gli USA sono di gran lunga il paese pi\u00f9 guerrafondaio del mondo) e all\u2019influenza sulle principali istituzioni finanziarie internazionali.<\/p>\n<h2 class=\"\" data-start=\"4063\" data-end=\"4125\">I rischi attuali per l\u2019economia e il potere statunitense<\/h2>\n<h3 class=\"\" data-start=\"4127\" data-end=\"4174\">Debito in crescita e calo di fiducia<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"4175\" data-end=\"4539\">Gli Stati Uniti hanno accumulato un debito pubblico enorme. Finch\u00e9 il dollaro rimane la moneta di riserva globale, gran parte di quel debito \u00e8 sostenibile. Ma se altri Paesi dovessero perdere fiducia nel dollaro e ridurne l\u2019uso, gli USA si troverebbero esposti a un rischio di inflazione e tassi d\u2019interesse pi\u00f9 alti, con gravi ripercussioni sull\u2019economia interna.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"4541\" data-end=\"4613\">Le alternative in crescita: i BRICS e altri accordi regionali<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"4614\" data-end=\"5017\">Il gruppo dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) sta cercando di sviluppare circuiti finanziari e commerciali alternativi. Cina e Russia, in particolare, hanno firmato accordi per scambiare materie prime nelle loro valute nazionali, riducendo l\u2019uso del dollaro. Anche altri Paesi, a tratti, mostrano interesse per tali alternative, stanchi di subire politiche monetarie decise a Washington.<\/p>\n<hr class=\"\" data-start=\"5019\" data-end=\"5022\" \/>\n<h2 class=\"\" data-start=\"5024\" data-end=\"5080\">Gli elementi geopolitici \u201csospettamente\u201d collegati<\/h2>\n<p class=\"\" data-start=\"5082\" data-end=\"5305\">Oltre alla dimensione economico-finanziaria, gli Stati Uniti usano il loro peso politico e militare per garantire la centralit\u00e0 del dollaro. Alcuni eventi attuali sembrano riflettere questa volont\u00e0 di conservare il primato.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"5307\" data-end=\"5374\">L\u2019espansione della NATO verso est e la guerra in Ucraina<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"5375\" data-end=\"5919\">Con la fine dell\u2019URSS, molti paesi dell\u2019Europa orientale sono passati sotto l\u2019ombrello NATO-UE, avvicinandosi alla sfera d\u2019influenza economica statunitense. La Russia ha visto questa espansione come un\u2019ostilit\u00e0 diretta ai suoi confini. Il conflitto in Ucraina \u2014 iniziato nel 2014 con l\u2019annessione della Crimea e intensificatosi poi nel 2022 \u2014 \u00e8 anche il risultato di questa tensione. Mantenere l\u2019Europa saldamente legata agli USA (soprattutto in campo energetico e militare) serve a preservare la supremazia del dollaro nei mercati occidentali.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"5921\" data-end=\"5998\">L\u2019appoggio incondizionato a Israele e le tensioni con la Palestina<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"5999\" data-end=\"6436\">Gli Stati Uniti sostengono Israele a prescindere dai costi umanitari del conflitto israelo-palestinese. Israele rappresenta un presidio occidentale in Medio Oriente, area cruciale per il controllo del petrolio (e, di conseguenza, del petrodollaro). Qualunque ridimensionamento dell\u2019influenza americana in Medio Oriente \u2014 magari a vantaggio di potenze rivali \u2014 metterebbe in pericolo la centralit\u00e0 del dollaro negli scambi di idrocarburi.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"6438\" data-end=\"6477\">L\u2019incertezza dei Paesi arabi<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"6478\" data-end=\"6872\">Molti Paesi arabi hanno accordi storici con gli USA, grazie ai quali vendono il loro petrolio in dollari e ricevono in cambio protezione e forniture militari. Tuttavia, l\u2019appoggio incondizionato americano a Israele crea tensioni e spinge alcuni governi arabi a guardare altrove (Cina, Russia) in cerca di alternative, soprattutto se questo consentisse loro di ridurre la dipendenza dal dollaro.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"6874\" data-end=\"6919\">L\u2019idea di annettere la Groenlandia<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"6920\" data-end=\"7387\">Nel 2019, l\u2019amministrazione Trump suscit\u00f2 scalpore con l\u2019ipotesi di \u201cacquistare\u201d la Groenlandia, territorio autonomo danese. Questa mossa, apparentemente bizzarra, potrebbe avere una motivazione economico-strategica: la Groenlandia \u00e8 ricca di risorse naturali e, con lo scioglimento dei ghiacci, si aprono nuove rotte commerciali nell\u2019Artico. Controllare o influenzare quelle rotte significherebbe imporre regole, standard e, potenzialmente, la valuta per gli scambi.<\/p>\n<hr class=\"\" data-start=\"7389\" data-end=\"7392\" \/>\n<h2 class=\"\" data-start=\"7394\" data-end=\"7445\">I dazi \u201cesagerati\u201d dell\u2019amministrazione Trump<\/h2>\n<h3 class=\"\" data-start=\"7447\" data-end=\"7511\">Un tentativo di riequilibrare la bilancia commerciale<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"7512\" data-end=\"7882\">Trump ha introdotto dazi (tasse doganali) molto alti su diversi prodotti importati, con l\u2019idea di ridurre il deficit commerciale e proteggere l\u2019industria interna. In un mondo in cui gli Stati Uniti non vogliono pi\u00f9 essere cos\u00ec dipendenti da risorse esterne, la leva dei dazi serve anche a scoraggiare l\u2019ingresso di merci straniere e incoraggiare la produzione domestica.<\/p>\n<h3 class=\"\" data-start=\"7884\" data-end=\"7936\">Il nesso con il dollaro \u201cnon pi\u00f9 coperto\u201d<\/h3>\n<p class=\"\" data-start=\"7937\" data-end=\"8431\">Alcuni economisti ritengono che la mossa di Trump sia collegata alla paura che, a lungo termine, l\u2019eccesso di dollari stampati e distribuiti nel mondo possa diventare un\u2019arma contro gli stessi Stati Uniti (per esempio, se nazioni rivali decidessero di vendere in massa i titoli di Stato americani, abbassandone il valore). Chiudersi parzialmente in se stessi o cercare di ridurre le importazioni aiuta, teoricamente, a diminuire l\u2019esposizione della valuta alle oscillazioni dei mercati globali.<\/p>\n<hr class=\"\" data-start=\"8433\" data-end=\"8436\" \/>\n<h2 class=\"\" data-start=\"8438\" data-end=\"8455\">Conclusions<\/h2>\n<p class=\"\" data-start=\"8457\" data-end=\"8783\">La lunga egemonia del dollaro non si basa soltanto sulla forza dell\u2019economia americana, ma su un sistema articolato di alleanze, pressioni e interventi politici e militari. Dal \u201ctradimento\u201d della convertibilit\u00e0 in oro nel 1971, il dollaro si regge su una fiducia \u201cforzata\u201d che gli Stati Uniti hanno saputo alimentare grazie a:<\/p>\n<ol data-start=\"8785\" data-end=\"9189\">\n<li class=\"\" data-start=\"8785\" data-end=\"8911\">\n<p class=\"\" data-start=\"8788\" data-end=\"8911\"><strong data-start=\"8788\" data-end=\"8808\">Potenza militare<\/strong>: la capacit\u00e0 di intervenire o di intimidire, direttamente o indirettamente, in ogni parte del mondo.<\/p>\n<\/li>\n<li class=\"\" data-start=\"8912\" data-end=\"9033\">\n<p class=\"\" data-start=\"8915\" data-end=\"9033\"><strong data-start=\"8915\" data-end=\"8937\">Accordi strategici<\/strong>: dal petrolio venduto in dollari (petrodollaro) fino agli accordi con gli alleati della NATO.<\/p>\n<\/li>\n<li class=\"\" data-start=\"9034\" data-end=\"9189\">\n<p class=\"\" data-start=\"9037\" data-end=\"9189\"><strong data-start=\"9037\" data-end=\"9060\">Inerzia dei mercati<\/strong>: una volta che il dollaro si \u00e8 affermato come moneta principale, cambiarlo comporta costi e incertezze enormi per molti Paesi.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"\" data-start=\"9191\" data-end=\"9700\">Allo stesso tempo, eventi come l\u2019espansione della NATO verso est, la guerra in Ucraina, il sostegno a Israele, l\u2019ascesa dei BRICS e persino l\u2019interesse verso regioni lontane come la Groenlandia suggeriscono che gli Stati Uniti facciano di tutto per preservare \u2014 o espandere \u2014 la propria sfera d\u2019influenza. C\u2019\u00e8 in gioco non solo il primato militare, ma anche quello finanziario: se il dollaro perdesse lo status di moneta di riserva globale, gli USA dovrebbero affrontare seri problemi di debito e di bilancio.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"9702\" data-end=\"10399\">In definitiva, la \u201cgrande rapina\u201d del dollaro non \u00e8 solo una metafora: \u00e8 l\u2019idea che un Paese possa, di fatto, continuare a comprare beni reali ed espandere il proprio debito emettendo moneta non pi\u00f9 coperta da oro, ma sostenuta da una supremazia difesa a ogni costo. Il mondo, intanto, si interroga: per quanto tempo ancora gli Stati Uniti potranno mantenere questa posizione di vantaggio? E se nuove potenze e alleanze (come i BRICS) riuscissero davvero a creare alternative efficienti al dollaro, quali scenari economici e politici ci attendono? Le prossime mosse, da parte di Washington e dei suoi rivali, daranno forma ai futuri equilibri globali e, con essi, alle vite di miliardi di persone.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"0\" data-end=\"615\">La morsa finanziaria che si \u00e8 delineata intorno al dollaro e le pressioni geopolitiche che accompagnano l\u2019attuale fase storica mostrano chiaramente come un sistema fondato esclusivamente su interessi di potere e profitto sia diventato insostenibile, sia dal punto di vista umano che ambientale. Eppure, proprio in questo scenario cos\u00ec critico, si manifesta l\u2019opportunit\u00e0 di un salto di consapevolezza: una presa di coscienza collettiva che ci inviti a ripensare i modelli economici e sociali non pi\u00f9 soltanto sul piano della convenienza, ma su quello dell\u2019autentico bene comune.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"617\" data-end=\"1277\">\u00c8 un percorso che inizia dal singolo e si ramifica nel tessuto sociale, dando vita a forme di cooperazione basate sulla dignit\u00e0, sul rispetto e sulla capacit\u00e0 di discernimento critico. Solo radicandoci in valori etici solidi possiamo contrastare la logica del profitto a ogni costo e la manipolazione sistematica delle informazioni, generando alternative concrete e facilmente replicabili. Allo stesso modo, \u00e8 decisivo che ognuno di noi riscopra la propria responsabilit\u00e0 individuale nel coltivare relazioni pi\u00f9 empatiche e orizzontali, cos\u00ec da far germogliare quelle comunit\u00e0 di mutuo supporto che guardano oltre i confini imposti dagli interessi oligarchici.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1279\" data-end=\"1858\">Questo nuovo modo di intendere l\u2019economia invita a riconoscere la centralit\u00e0 della crescita interiore e della condivisione sincera. In questo senso, aprire spazi di dialogo, divulgazione e riflessione critica diventa un atto di resistenza e, nello stesso tempo, un seme di rinascita. Trasformare la coscienza di ognuno in forza concreta vuol dire, infatti, iniziare a realizzare, qui e ora, una realt\u00e0 pi\u00f9 equa e sostenibile.<\/p>\n<hr \/>\n<h3 class=\"\" style=\"padding-left: 80px;\" data-start=\"206\" data-end=\"276\"><em><strong data-start=\"210\" data-end=\"276\">Speciale conclusivo \u2013 L\u2019egemonia americana, tra guerra e denaro<\/strong><\/em><\/h3>\n<p class=\"\" style=\"padding-left: 80px;\" data-start=\"278\" data-end=\"871\"><em>Se il dollaro \u00e8 il volto economico dell\u2019egemonia statunitense, la guerra \u2013 o la minaccia costante di essa \u2013 \u00e8 lo strumento che ne garantisce la supremazia. Non si tratta di due poteri separati: il dominio militare americano ha creato, protetto e consolidato il sistema del dollaro globale. Dall\u2019Iraq alla Libia, dalla Jugoslavia all\u2019Afghanistan, ogni teatro bellico ha avuto anche un risvolto monetario, energetico o commerciale. Il Pentagono protegge Wall Street; le basi militari sorvegliano il sistema dei petrodollari. \u00c8 cos\u00ec che una moneta, pur non coperta da nulla di concreto, continua a governare su tutto.<\/em><\/p>\n<p class=\"\" style=\"padding-left: 80px;\" data-start=\"873\" data-end=\"1237\"><em>Dal 1776 ad oggi, gli Stati Uniti hanno conosciuto la guerra quasi continuamente. Nessuna potenza moderna ha mai fatto un uso cos\u00ec sistematico e multiforme della forza: guerre dichiarate, conflitti per procura, operazioni coperte, embarghi, sanzioni che uccidono pi\u00f9 delle bombe. La \u201cpace\u201d americana \u00e8, in realt\u00e0, un ordine imperiale mantenuto con la minaccia armata.<\/em><\/p>\n<p class=\"\" style=\"padding-left: 80px;\" data-start=\"1239\" data-end=\"1586\"><em>Questa vocazione egemonica non \u00e8 una deriva recente, ma affonda le radici nel principio stesso della loro espansione. Come ricorda lo storico David Stannard, tra il 1500 e il 1900 la popolazione indigena del Nord America pass\u00f2 da 12 milioni a 237.000 individui. Un genocidio progressivo che fu premessa ideologica e operativa dell\u2019impero nascente.<\/em><\/p>\n<p class=\"\" style=\"padding-left: 80px;\" data-start=\"1588\" data-end=\"1761\"><em>E la politica del dollaro \u2013 intesa come strumento di dominio economico globale \u2013 non fa eccezione: ne \u00e8 l\u2019estensione diretta, portata avanti con metodo, costanza e impunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p class=\"\" style=\"padding-left: 80px;\" data-start=\"1763\" data-end=\"2205\"><em>Lo stesso paradigma si riflette all\u2019interno del paese. Il potere americano non si esercita solo fuori, ma anche sul proprio popolo: un\u2019\u00e9lite ristretta governa con il consenso passivo di una vasta classe media mantenuta in relativo benessere per neutralizzare il dissenso. Come denunciato da pensatori come Chomsky, Zinn e Hedges, la democrazia americana \u00e8 una rappresentazione formale, in mano a oligarchie che usano la libert\u00e0 come facciata.<\/em><\/p>\n<p class=\"\" style=\"padding-left: 80px;\" data-start=\"2207\" data-end=\"2506\"><em>Imposizione, controllo, supremazia: ci\u00f2 che gli USA praticano nel mondo, lo esercitano anche sui propri cittadini. L\u2019impero, prima di essere geopolitico, \u00e8 un\u2019abitudine interiore al potere. E il mito della libert\u00e0, come quello della pace, si rivela per ci\u00f2 che \u00e8: un\u2019efficace costruzione ideologica.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Da decenni, il dollaro statunitense domina i commerci e la finanza globali. 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