{"id":381,"date":"2025-04-20T09:31:50","date_gmt":"2025-04-20T09:31:50","guid":{"rendered":"https:\/\/diamantegrezzo.org\/?p=381"},"modified":"2025-04-20T09:31:50","modified_gmt":"2025-04-20T09:31:50","slug":"tecnologia-marketing-e-ai-perche-la-corsa-a-chi-arriva-primo-non-funziona-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diamantegrezzo.org\/en\/tecnologia-marketing-e-ai-perche-la-corsa-a-chi-arriva-primo-non-funziona-piu\/","title":{"rendered":"Technology, marketing and AI: why the 'race to the top' no longer works"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<h2 class=\"\" data-start=\"87\" data-end=\"132\">L\u2019illusione dell\u2019espansione infinita<\/h2>\n<p class=\"\" data-start=\"133\" data-end=\"668\">Dalla prima chiamata interurbana al chatbot di ultima generazione la promessa \u00e8 rimasta identica: \u00abChi adotta lo strumento per primo si apre mercati illimitati\u00bb. Per qualche mese l\u2019effetto c\u2019\u00e8 davvero (nel 1994 una newsletter sfiorava il 90\u00a0% di aperture, oggi supera a fatica il 15\u00a0%), poi il mezzo diventa requisito minimo di presenza e il vantaggio competitivo evapora. Non scompare per\u00f2 la spesa: le aste pubblicitarie si rincarano, l\u2019attenzione del pubblico si assottiglia e l\u2019\u201carma segreta\u201d diventa semplice biglietto d\u2019ingresso.<\/p>\n<h2 class=\"\" data-start=\"670\" data-end=\"724\">I costi nascosti di una corsa senza traguardo<\/h2>\n<p class=\"\" data-start=\"725\" data-end=\"1510\">Dietro quella gara ci sono vincoli fisici che il mito della \u201csmaterializzazione\u201d preferisce ignorare. I data\u2011center che sostengono i modelli di marketing digitale bruciano gi\u00e0 circa l\u20191 % dell\u2019elettricit\u00e0 mondiale, pi\u00f9 di tutte le ferrovie messe insieme. Smartphone e server richiedono rame, silicio, terre rare estratte in miniere a cielo aperto, la cui scarsit\u00e0 \u00e8 causa sempre pi\u00f9 evidente di strategie geopolitiche sempre pi\u00f9 bellicose, con dazi, sanzioni e interventi armati.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"725\" data-end=\"1510\">Eserciti di analisti inseguono faticosamente variazioni di pochi decimali che la concorrenza azzera nel giro di poche ore: si tratta di tempo umano sottratto ad attivit\u00e0 ad alto impatto sociale concreto!<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"725\" data-end=\"1510\">In tal modo l\u2019economia, nel suo complesso, non produce pi\u00f9 valore netto concreto; redistribuisce, in configurazioni sempre mutevoli, lo stesso mercato e le stesse risorse, lasciandoci in eredit\u00e0 pi\u00f9 CO\u2082, montagne di hardware destinato alla discarica e disuguaglianze pi\u00f9 accentuate. Il 70\u00a0% della spesa pubblicitaria digitale si riversa su due soli gatekeeper, Google e\u00a0Meta, ma il problema non si esaurisce l\u00ec: quota dopo quota, la ricchezza si concentra comunque nelle mani di pochi gruppi globali capaci di sostenere investimenti miliardari in dati e server.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"725\" data-end=\"1510\">Nel competere fra loro, i grandi gruppi schiacciano la parte pi\u00f9 fragile dell\u2019economia reale (botteghe artigiane, piccole manifatture, micro\u2011servizi di prossimit\u00e0) che non dispongono dei mezzi per reggere il costo dell\u2019asta pubblicitaria e finiscono per chiudere o per sopravvivere a stento.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"725\" data-end=\"1510\">Il prezzo della \u201cconcorrenza perfetta\u201d, paradossalmente, \u00e8 la progressiva desertificazione di quel tessuto imprenditoriale diffuso che un tempo garantiva qualit\u00e0, autonomia e capitale sociale alle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<h2 class=\"\" data-start=\"1512\" data-end=\"1566\">Quando la concorrenza diventa autodistruttiva<\/h2>\n<p class=\"\" data-start=\"1567\" data-end=\"2109\">Il cortocircuito concorrenziale non riguarda solo il marketing. La stessa logica plasma la finanza speculativa, la ricerca scientifica che rincorre soprattutto gli indicatori di prestigio (numero di citazioni, fattore d\u2019impatto delle riviste, punteggi che fanno carriera) e le richieste di &#8220;Big Pharma&#8221;, pi\u00f9 che l\u2019utilit\u00e0 reale dei risultati; perfino l\u2019arte \u00e8 compressa in formati ottimizzati per l\u2019algoritmo di tendenza, concertato da colossi come YouTube, Spotify e AppleMusic. La regola resta invariata: si moltiplicano gli sforzi per scavalcare l\u2019altro, ma se tutti giocano la stessa partita il rendimento medio converge verso lo zero mentre i costi collettivi esplodono. \u00c8 il limite strutturale di un paradigma nato in un\u2019epoca di risorse percepite come infinite; un metodo col quale vincono solo le grosse piattaforme.<\/p>\n<h2 class=\"\" data-start=\"2111\" data-end=\"2183\">Una via d\u2019uscita cooperativa e keynesiana (versione XXI secolo)<\/h2>\n<p class=\"\" data-start=\"2184\" data-end=\"3374\">Il premio Nobel Elinor Ostrom ha mostrato che comunit\u00e0 diverse (pescatori del Maine, consorzi idrici indonesiani, ecc.) possono gestire in comune una risorsa scarsa grazie a regole chiare e monitoraggio reciproco. Trasferire questi principi ai \u201cbeni comuni digitali\u201d significa creare <em data-start=\"2460\" data-end=\"2472\">data\u2011trust<\/em> che raccolgano i dati degli utenti, li tutelino e ne redistribuiscano il valore senza passare per monop\u00f2li privati. Significa favorire algoritmi aperti e federati, dove la potenza di calcolo \u00e8 distribuita su nodi locali; vuol dire riconoscere che le risorse non sono infinite e distribuirle in modo equo e trasparente.<br data-start=\"2783\" data-end=\"2786\" \/>Sul piano macroscopico, serve una politica economica che torni a ispirarsi alla lezione keynesiana (con intervento pubblico illuminato, non per sostituire l\u2019iniziativa privata, ma per orientarla verso obiettivi di benessere diffuso e di sostenibilit\u00e0 reale). Investimenti in infrastrutture digitali pubbliche, controllo dell\u2019impronta energetica, incentivi per chi adotta metodi di impatto sociale positivo: sono leve che riducono la dipendenza da oligop\u00f2li e riallocano il capitale e i talenti verso settori ad alto rendimento umano: sanit\u00e0, istruzione, rigenerazione ambientale; ma anche tempo libero, relax, relazioni, viaggi, cultura, arte, sport e gusto della vita, in poche parole, un indirizzo verso la felicit\u00e0.<\/p>\n<h2 class=\"\" data-start=\"3376\" data-end=\"3421\">Riprogrammare la \u201cvisione del mondo\u201d<\/h2>\n<p class=\"\" data-start=\"3422\" data-end=\"4222\">Nessun provvedimento tecnico basta se resta intatta una cultura che equipara la &#8220;crescita&#8221; al &#8220;volume&#8221;. Il passaggio cruciale \u00e8 mentale: riconoscere che nell\u2019era della limitatezza planetaria delle risorse l\u2019unica crescita sostenibile \u00e8 quella qualitativa.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"3422\" data-end=\"4222\">Condividere dati, conoscenza e capacit\u00e0 produttiva non \u00e8 utopia, ma intelligente disciplina gestionale: riduce le duplicazioni, abbatte i costi di transazione, libera le risorse creative oggi impiegate in una concorrenza sterile.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"3422\" data-end=\"4222\">\u00c8 un ribaltamento simile a quello compiuto, un secolo fa, quando Keynes spieg\u00f2 che la mano pubblica (aggiungiamo qui: illuminata) pu\u00f2 e deve entrare in campo per stabilizzare cicli che il solo mercato, nell&#8217;inseguire miraggi di profitto senza fine, non riesce a correggere. Oggi la posta in gioco non \u00e8 soltanto la stabilit\u00e0, ma la sopravvivenza di un sistema che spreca risorse umane e planetarie, perpetuando altres\u00ec ingiustizia e dolore sociale.<\/p>\n<h2 class=\"\" data-start=\"4224\" data-end=\"4294\">Scegliere una vera direzione<\/h2>\n<p class=\"\" data-start=\"4295\" data-end=\"4985\">Possiamo continuare a inseguire il prossimo \u201cplus\u201d tecnologico sperando di ritrovare margini che si erodono sempre pi\u00f9 in fretta, o accettare che la frontiera dell\u2019innovazione non \u00e8 nell\u2019aumentare il &#8220;rumore&#8221;, ma nel ridisegnare le regole del gioco.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"4295\" data-end=\"4985\">Riconoscere i dati e l\u2019attenzione come beni comuni, ricorrere a politiche industriali illuminate e coltivare una cultura della cooperazione non significa arrestare il progresso; significa liberarlo dal vicolo cieco di una concorrenza che, esaurite le risorse e saturata l\u2019attenzione, non ha pi\u00f9 spazio per crescere (disattendo da una parte il miraggio di profitto degli operatori economici e determinando dall&#8217;altra parte un peggioramento \u00a0sociale e ambientale).<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"4295\" data-end=\"4985\">Solo affermando i nuovi paradigmi di cooperazione e condivisione reale delle risorse, gli unici davvero sostenibili nel terzo millennio, la tecnologia, usata con intelligenza e parsimonia potr\u00e0 essere un importante elemento del benessere umano, invece che amplificatore di spreco e disuguaglianza.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019illusione dell\u2019espansione infinita Dalla prima chiamata interurbana al chatbot di ultima generazione la promessa \u00e8 rimasta identica: \u00abChi adotta lo strumento per primo si apre mercati illimitati\u00bb. 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